| Disagio Giovanile |
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I giovano d’oggi non finiscono di stupire e di preoccupare gli adulti, i quali si interrogano sul significato di queste imprese temerarie e azzardate. Le difficoltà nel crescere sono sempre esistite, così come il desiderio di vivere un’esistenza avventurosa; tuttavia, difficoltà e voglia di protagonismo risultano amplificati e aggravati nelle moderne società post-industriali.Nella prima società moderna esisteva la convinzione che il disagio giovanile nascesse dalle convinzioni di povertà e marginalità sociale, e quindi potesse essere ridotto o annullato ricorrendo a interventi materiali (sussidi economici e prestazioni socio-sanitarie ). Oggi appare vero il contrario: nelle società post-industriali e post moderne il disagio giovanile appare diffuso anche nei ceti benestanti, in quanto esso trova alimento nella debolezza educativa della famiglia e della scuola, nella carenza di modelli di identità e di figure credibili che li sappiano incarnare, nella massiccia esposizione all’influsso consumistico della Tv.Per affrontare l’emergenza di un disagio giovanile, che oggi appare diffuso, occorre una nuova strategia, che punti su interventi di tipo post-materialistico e relazionale. Anche la noia appare un segnale diffuso di questo disagio giovanile: quanti adolescenti si annoiano nelle loro dimore, colme di ogni ben di Dio! La Noia, depressione, insoddisfazione perenne….questi stati d’animo si incontrano a tutte le età e, cosa molto significativa, ciò avviene spesso in persone di elevato livello d’istituzione e con redditi abbondanti e sicuri. Queste forme di disagio, che colpiscono soprattutto adolescenti e giovani, ma non solo quelli, sono ben diverse da quelle di un tempo: oggi abbiamo tanto benessere materiale, non ci sono più bambini malnutriti e malaticci, ma prosperano le facce annoiate e depresse.Oggi nella società post-moderna emergono nuove forme di disagio giovanile. I giovani sono tentati di uscire dalla noia attraverso comportamenti trasgressivi o pericolosi. Tanti spingono l’auto a folle velocità a notte fonda mentre tornano dalle discoteche, nonostante i loro sensi siano intorpiditi dalla stanchezza, sconvolti da suoni e luci assordanti e alterati da alcolici o altre ( e più dannose ) sostanze. In questo e altre azioni azzardate, il giovane desidera provare l’emozione di un brivido intenso, tanto più eccitante quanto più direttamente connesso al pericolo di perdere la vita. Potremmo chiamare questo atteggiamento un “ edonismo del rischio “, nel quale rientrano comportamenti diversi, accomunati però dalla ricerca di brividi pericolosi. Una seconda forma del nuovo disagio giovanile è il protagonismo trasgressivo.
Queste piccole devianze costituiscono delle prove di identità, attraverso le quali il minore cerca una definizione di sé, anche se ottenuta in maniera contraria e per di più socialmente biasimevole, in tal modo, però rivela il proprio disagio.Il disagio giovanile è quindi parte di un disagio sociale più ampio, che si manifesta pure tra gli adulti, tanto da poter essere considerato come l’effetto soggettivo del disagio sociale generale prodotto dall’ingresso nella società post-moderna . ( considerazioni desunte dal mensile PRESENZA CRISTIANA ) Tino B.
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Attraversano a piedi gli incroci molto frequentato da auto nonostante il semaforo sia rosso; lanciano l’auto a folle velocità per poi schiantarsi contro un muretto, contando sull’efficacia protettiva dell’airbag.
noia si presenta nel corso dell’età evolutiva attraverso comportamenti diversi, apparentemente contrapposti: c’è la noia esplosiva, rivolta all’esterno, la quale si manifesta come agitazione continua o iperattività ( incapacità di restare, anche solo per pochi secondi, applicati a un compito ): ma c’è l’opposto, la noia implessiva, che si manifesta tramite segni di scarso interesse, con volti corrucciati e raramente sorridenti, con comportamenti ciondolanti ( ipoattività ).
Esso si manifesta tramite piccole devianze e comportamenti illeciti ( fracassare i vetri delle scuole, sgraffignare roba ai negozi, ecc. ) interpretati però come prodezze che esigono il riconoscimento di un pubblico, sia quello vicino ( i coetanei del gruppo dei pari, di cui il minore fa parte ) o quello lontano, tentativi di attirare l’attenzione, anche se indignata, degli adulti.








