| Don Tonino Bello |
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Don Tonino Bello (così tutti affettuosamente chiamavano mons. Antonio Bello) nato a Alesanno (Lecce) il 18 marzo 1935. Ordinato sacerdote l’8 dicembre 1957 divenne vescovo il 10 agosto del 1982. Campione di dialogo, costruttore infaticabile di pace, nel 1985, col consenso della Presidenza della Conferenza Episcopale Italiana, fu chiamato a succedere a mons. Luigi Bettazzi vescovo di Ivrea nella giuda di Pax Cristi, movimento cattolico internazionale per la pace, in cui rimase sino al giorno della sua morte. Fu pastore mite e protettore dei poveri, degli immigrati e degli ultimi, che ospitò anche in casa sua. Colpito da male incurabile, morì a Molfetta il 20 aprile 1993. Con un comunicato stampa del 21 dicembre 2007, Pax Cristi Italia ha informato che è stato avviato l’iter di beatificazione di don Tonino Bello. “non obbedirei al mio dovere di Vescovo, se vi dicessi “Buon Natale”senza darvi disturbo. Io, invece, vi voglio infastidire. Non posso, infatti,sopportare l’idea di dover rivolgere auguri innocui, formali ,imposti dalla “routine” di calendario. Mi lusinga, addirittura, l’ipotesi che qualcuno li possa respingere al mittente come indesiderati. Gesù che nasce per amore vi dia la nausea di una vita egoista, assurda, senza spinte verticali. E vi conceda la forza di inventarvi un’esistenza carica di donazione, di preghiera di silenzio, di coraggio. Il bambino che dorme sulla paglia vi tolga il sonno e faccia sentire il guanciale del vostro letto duro come un macigno, finchè non avrete dato ospitalità ad uno sfrattato, a un povero marocchino, a un povero di passaggio. Dio che diventa uomo vi faccia sentire dei vermi ogni volta che la carriera diventa l’idolo della vostra vita, il sorpasso progetto dei vostri giorni, la schiena del prossimo, strumento delle vostre scalate. Maria, che trova solo nello sterco degli animali la culla dove deporre con tenerezza il frutto del suo grembo, vi costringa con i suoi occhi feriti a sospendere lo struggimento di tutte le nenie natalizie, finché la vostra coscienza ipocrita accetterà che lo sterco degli uomini o il bidone della spazzatura o l’inceneritore di una clinica diventino tomba senza croce di una vita soppressa. Giuseppe, che nell’affronto di mille porte chiuse è il simbolo di tutte le delusioni paterne, disturbi tutte le sbornie dei vostri cenoni, rimproveri i tepori delle vostre tombolate, provochi cortocircuiti allo spreco delle vostre luminarie, fino a quando non vi lascerete mettere in crisi dalla sofferenza di tanti genitori che versano lacrime segrete per i loro figli senza fortuna, senza salute, senza lavoro. Gli angeli che annunciano la pace portino guerra alla vostra sonnolenta tranquillità incapace di vedere che, poco più lontano di una spanna con l’aggravante del vostro complice silenzio,si consumano ingiustizie, si sfrutta la gente, si fabbricano armi, si militarizza la terra degli umili, si condannano i popoli allo sterminio della fame. I poveri che accorrono alla grotta, mentre i potenti tramano nell’oscurità e la città dorme nell’indifferenza, vi facciano capire che, se anche voi volete vedere “una gran luce,” dovete partire dagli ultimi. Che le elemosine di chi gioca sulla pelle della gente sono tranquillanti inutili. Che le pellicce comprate con le tredicesime di stipendi multipli fanno bella figura ma non scaldano. Che i ritardi dell’edilizia popolare sono atti di sacrilegio, se provocati da speculazioni corporative. I pastori che vegliano nella notte, “facendo la guardia al gregge” scrutando l’aurora, vi diano il senso della storia, l’ebbrezza delle attese, il gaudio dell’abbandono in Dio, E vi ispirino un desiderio profondo di vivere poveri, che poi è l’unico modo per morire ricchi. Sul nostro vecchio mondo che muore nasca la speranza. Don Tonino Bello Lettera al “fratello marocchino”Fratello marocchino. Perdonami se ti chiamo così, se col Marocco non hai nulla da spartire. Ma tu sai che qui da noi,verniciandolo di disprezzo, diamo il nome di marocchino a tutti gli infelici come te, che vanno in giro per le strade, coperti di stuoie e tappeti, lanciando ogni tanto quel grido, non si sa bene se di richiamo o di sofferenza: tapis! Don Tonino Bello Tino vi invita all’ascolto della Pagina della Famiglia, un punto di incontro su temi di attualità che coinvolgono direttamente o indirettamente la sfera famigliare, ogni lunedì alle ore 8,15 This e-mail address is being protected from spambots. You need JavaScript enabled to view it
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Ricorrono 15 anni dalla prematura scomparsa di Don Tonino Bello. Lo ricordiamo con le sue parole, in questi giorni in cui sembra che tutto il contrario delle sue parole prevalga.








