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Bolle di sapone"Bolle di sapone" è il nuovo singolo del duo electro-pop romano DIAMINE, contenuto nel disco "Che diamine".

Il brano è accompagnato da un videoclip diretto da Jacopo Farina e, insieme al testo, è un fluso provocatorio continuo, fatto di moniti, ammonimenti e ripensamenti.
La quotidinanità amara di periferia si scontra con il desiderio e la speranza per un futuro normale ma migliore.
Il testo, che è tutto da decifrare, lascia spazio all'immaginazione con un sound elettronico raffinato e ammiccante.

Diamine racconta:
“Alla fine, non siamo altro che due metallari che fanno pop. L’anno scorso siamo usciti con tre canzoni senza strategia né obiettivi, sono piaciute qua e là e siamo rimasti sorpresi. Con ‘Bolle di Sapone’ ci siamo concessi un po' di dolcezza. Il brano è dedicato a un amico con cui abbiamo condiviso lo stato di grazia tipico dell'infanzia, una purezza mentale che i bambini possiedono in maniera del tutto inconsapevole. Lo stesso status mentale che da adulti rievochiamo con una certa ironia, in un mondo disincantato dove i ragionamenti funzionano bene ma che spesso non ha il coraggio di donare un abbraccio. Ecco quindi, questo è il nostro abbraccio.”

La tracklist dell'album è:

  1. Supersonica
  2. Ma di che
  3. Via del macello
  4. Bolle di sapone
  5. Da qualche parte
  6. Chiunque tu sia
  7. Isolamento
  8. Niente di personale
  9. Così via
  10. Diamine

Oltre a "Bolle di sapone", altri tre brani hanno fatto esplorare il disco. Il progetto è stato anticipato ad aprile con il brano "Via del macello", il cui video è stato diretto da Marco Brancato ed è immerso in un'atmosfera noir alternata a un'esplosione di colori. Questa alternanza racconta i turbamenti di un bambino.
Le dipendenze del protagonista, insieme ai suoi deliri, si barcamenano tra gli elementi di quello che sembra essere uno spazio d’altri tempi.

A marzo è uscito il brano "Isolamento", che racconta di come una mattina inizi un isolamento senza averlo mai incontrato prima. Questa canzone alza lo sguardo e trova il coraggio di vedere la realtà, il primo passo verso la liberazione. 

A gennaio è invece uscito "Ma di che" con il videoclip diretto da Olmo Parenti e Marco Zannoni. Racconta di un flusso di coscienza incosciente, una messa in discussione di tutti gli standard di comunicazione, distruggendo il senso del linguaggio per crearne uno nuovo.

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