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Il rosa del desertoIL ROSA DEL DESERTO
di Enrico Fovanna e Michele Novaga
Reportage e mostra fotografica sui profughi Saharawi

Dal 10 al 22 novembre 2008 (tutti i giorni dalle 10.00 alle 18.00)
CASA DELLA PACE, Via Ulisse Dini 7 (MM 2 Abbiategrasso, Tram n. 3, 15)



INGRESSO LIBERO

10 novembre ore 18.30: Inaugurazione - Conferenza stampa -Performance Artistiche
Intervengono con gli autori: Irma Dioli, Assessora Pace e Cooperazione Provincia di Milano
Francesco Bastagli, Ambasciatore ex inviato ONU nel Sahara Occidentale
Giovanni Morandi, Direttore de "Il Giorno"
le esternazioni di Norberto Midani, attore
la live performance di Agustín Olavarría Valdivia, pittore e le musiche Saharawi suonate dal vivo

"Solo la donna può far fiorire l'Hammada" (Antico proverbio Saharawi)

"Da troppo tempo - evidenzia Irma Dioli, Assessora alla Pace, Cooperazione Internazionale e Partecipazione della Provincia di Milano -migliaia di uomini donne e bambini vivono da profughi nelle tendopoli saharawi a Tindouf, in Algeria, lottando contro la fame, la sete, le malattie e, di recente, anche una paradossale alluvione nel deserto. Un popolo in esilio che, nell'attesa di rivedere la patria e ricongiungere i nuclei familiari divisi da decenni, nel frattempo si è organizzato grazie alla tenacia e alla forza delle donne. Questa mostra racconta proprio la fatica quotidiana, ma anche la fantasia e l'energia al femminile, elementi che sono riusciti a ricostruire una parvenza di vita là dove c'erano solo terra e pietre. La speranza di una soluzione pacifica ed equa del problema del Sahara Occidentale passa anche da questa società matriarcale e dalle sue misteriose, inesauribili risorse, che con questo reportage l'Assessorato alla Pace della Provincia di Milano ha voluto raccontare per far luce su uno dei tanti conflitti purtroppo dimenticati".

La storia: NEL 1975 la Spagna abbandona il Sahara Occidentale, l'ultima colonia europea in Africa: un territorio di 250 mila chilometri quadrati, grande poco meno dell'Italia, dove vivono circa un milione di Saharawi. Un popolo di nomadi, pastori e pescatori, che non conosce la guerra. Marocco e Mauritania cercano di prendere il controllo della regione. A far gola sono le coste atlantiche, le più pescose dell'Africa, le più ricche miniere di fosfati del pianeta e i pozzi di greggio. La resistenza degli indigeni è improvvisata ma tiene duro fino al 1984, quando un muro di 2.700 chilometri, costruito dai marocchini, divide in due lo Stato. In 200 mila fuggono a Tindouf, nel vicino Sahara algerino, dove tuttora vivono in un colossale campo profughi. Gli altri restano nella terra occupata, con il divieto di espatrio. Intere famiglie vengono divise per sempre. E sull'hammada di Tindouf, il deserto in pietra, un popolo comincia a ricostruire dal nulla i fondamenti della vita. Con ospedali, scuole, addirittura un enorme orto. Una società misteriosa, sorretta per intero dalle donne. E' il rosa del deserto, di cui per la prima volta questa mostra vuole raccontare per immagini, la forza, la speranza e la prodigiosa capacità di riportare l'energia nel "vuoto".

I curatori
Enrico Fovanna, 47 anni: Giornalista de "Il Giorno" - Quotidiano Nazionale con esperienze di reportage in Iraq, Afghanistan, Mahgreb, Kurdistan turco e campi profughi Saharawi. Sul conflitto curdo-turco ha pubblicato il romanzo: "Il pesce elettrico" (Baldini e Castoldi), premio Stresa '96 e premio Salone del Libro di Torino '97.

Michele Novaga, 36 anni: Giornalista free lance collabora con varie testate occupandosi di esteri e sociale. Ha scritto reportage da Nepal, Campi profughi Saharawi, Montenegro, Romania, Albania, Serbia, Kosovo, Uzbekistan, Kazhakistan. Ha lavorato nella cooperazione internazionale in Albania, Kosovo, Bosnia e Cuba con Organizzazioni non Governative e internazionali. Svolge attività di monitoraggio elettorale per conto di OSCE (organizzazione per la Sicurezza e Cooperazione in Europa) e Ministero Affari Esteri.

Associazione Jaima Sahrawi: nata a Reggio Emilia nel 2000, svolge in collaborazione con una rete di associazioni, gruppi, ONG, enti locali ed organizzazioni pubbliche attività di sensibilizzazione e solidarietà nei confronti del Popolo Sahrawi attivando forme di collaborazione dirette a favore dei profughi. Opera per trovare una soluzione giusta e non violenta nel Sahara Occidentale attraverso campagne di informazione, scambi culturali ed ogni altra forma di sensibilizzazione e di aiuto umanitario e realizza attività di assistenza sanitaria a favore della popolazione profuga attraverso progetti di cooperazione. Accoglie in Italia minori Saharawi per soggiorni estivi, cure mediche, attività ricreative e culturali, sviluppa progetti di rilievo sociale nei campi profughi.

 

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