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''Mi piacerebbe guardare sempre avanti, mai indietro'' ma delle canzoni del passato ''non ne rinnego nessuna e mi riconosco ancora in tutte, anche in quelle meno attuali'': alla soglia dei 50 anni, Luca Carboni si racconta in un'intervista all'ANSA.It nel backstage del Gran Teatro di Roma, ieri sede della prima tappa del 'Senza titolo tour'. Il cantautore, nato a Bologna il 12 ottobre 1962, ha scelto la capitale per il debutto perche' con Roma ha un legame speciale (tutto parti' da qui con la firma del primo contratto discografico con la Rca) ma anche ''perche' Bologna mi agita ancora di piu''' ammette, timido e introverso, quasi come agli esordi, ma con una diversa maturita' e consapevolezza.

 

Il traguardo dei 50 anni, con 10 album di inediti alle spalle e una dignitosa carriera, non crea alcun turbamento: ''Non faccio mai bilanci - spiega - perche' non ci penso. Magari sarebbe il caso di farli, ogni tanto... L'album e questo tour sono solo una nuova tappa. La vita porta a metabolizzare i cambiamenti nei piccoli passi''. Su una scenografia calda, quasi un salotto di casa, Carboni propone un concerto in doppia versione, acustica ed elettrica.

La scaletta e' antologica, con alcuni brani dell'ultimo disco (a partire dal singolo apripista 'Fare le valige' e molte hit del passato: da 'Farfallina' a 'Inno nazionale' (dal testo sempre attuale), da 'Fragole buone buone' a 'Silvia lo sai' e 'Ci vuole un fisico bestiale'. ''L'idea - spiega Carboni - e' di fare due concerti in uno. Alcune canzoni del passato sono riproposte in forma acustica, molto intima, ma rivisitate in una chiave diversa rispetto a come la gente le ha sentite nei dischi.

Poi c'e' la parte piu' elettrica del concerto in cui con la band proponiamo i pezzi in una versione piu' simile a quella originale''. Della sua lunga carriera, partita collaborando con Gaetano Curreri e Lucio Dalla, Luca non rinnega niente. ''Mi riconosco in tutto quello che ho fatto fino ad ora - racconta - alcune canzoni sembrano meno attuali di altre ma sono sempre pagine del diario della mia vita. Quando le risento o le ricanto, rivivo il momento in cui sono nate''. Il secondo singolo dell'ultimo album si intitola 'Cazzo che bello l'amore' ed e' stato poco trasmesso dalle radio.

Censura o mossa pubblicitaria? ''Non mi spiego la reazione delle radio. Nell'83 con gli Stadio proponemmo 'Grande figlio di puttana' (con testo di Lucio Dalla) e tutte le radio la passavano. Oggi un titolo cosi' crea qualche problema''. In generale tutto il mondo musicale e' cambiato. ''Il momento discografico non e' dei migliori - aggiunge Carboni - stiamo vivendo la fine della discografia ma non bisogna vederla solo in termini negativi, perche' il cambiamento puo' aprire nuovi scenari''.

Dopo la collaborazione con tanti artisti, da Jovanotti a Tiziano Ferro, Carboni sogna un duetto con uno dei padri del cantautorato italiano, Francesco De Gregori, mentre il Festival di Sanremo non rientra nei suoi progetti. Il tour proseguira' lunedi' a Napoli, prima di toccare nel mese di dicembre anche Firenze, Bologna, Padova, Torino e Milano. In alcune tappe ci saranno ospiti sul palco. Ieri a Roma e' stata la volta di Riccardo Senigallia (che con Carboni ha duettato 'Ho visto anche degli zingari felici' di Claudio Lolli), a Bologna e' atteso Cesare Cremonini.

[fonte: ANSA]

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