| Se gli vuoi bene digli di no |
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Molti genitori accettano liberamente le manifestazioni emotive dei loro figli, senza intervenire e senza offrire loro indicazioni di comportamento. Sono permissivi; non pongono limiti e regole nella convinzione (profondamente errata) che i figli debbano crescere liberi da qualsiasi vincolo. Questi bambini cresceranno invece con un fragilissimo senso di onnipotenza, pronto ad andare in pezzi alle prime difficoltà, trasformandosi in un profondo e diffuso senso di angoscia e inadeguatezza. Porre regole, sanzionare, sgridare e contenere non costituisce un affare ideologico. I bambini tendono alla scarica immediata di ogni pulsione da loro percepita: se entrano in un negozio di giocattoli, vorrebbero acquistare tutto; all’ora del pasto, mangerebbero dovunque, perfino sul divano, per terra, davanti la televisione. L’opera educativa consiste prevalentemente nel mediare questa energia diffusa e indiscriminata, canalizzandola in condotte e comportamenti che tengano conto della realtà, degli obbiettivi e della complessità (ma anche della bellezza) di vivere insieme. Tutto ciò si può attuare dando regole e contenimento. Una relazione educativa senza contenimento non ha alcuna possibilità di essere efficace. I figli hanno bisogno di sentirsi contenuti da una relazione fondata sull’ascolto e sull’identificazione empatica. In questa prospettiva, bambini e adolescenti, si sentono autorizzati a rispettare l’autorità perché percepiscono chiaramente che le regole rappresentano un allenamento all’adultità, un percorso a ostacoli (vieni presto, sii ordinato, non picchiare tua sorella, quando si mangia si sta a tavola,ecc.) che devono affrontare, accompagnati dai genitori, per diventare forti, autonomi e sicuri. I figli devono percepire il contenimento come un lungo abbraccio protettivo e sicuro, non come un insieme di regolette domestiche inventate dalla mamma perché è nervosa o del papà perché qualcosa deve pur dire. Il sistema di regole e di contenimento non ha età: va messo in atto fin da quando i figli sono piccolissimi, Con uno scarto di qualche anno è estremamente difficile recuperare. Permettere ad un bambino per i primi tre anni di fare ciò che vuole costituisce un forte impedimento per un adeguato inserimento ed una adeguata integrazione a scuola, per una buona socializzazione con i pari, per il miglior adattamento possibile alle nuove regole del gruppo in classe e del vivere insieme. I bambini hanno bisogno quindi di abituarsi alle regole fin da piccolissimi. Non è educativo offrire al neonato il seno per allattarlo appena inizia a piangere: avrebbe difficoltà a distinguere la percezione del bisogno (la sensazione di fame) da chi può esaudire il bisogno (la madre), confondendosi circa la realtà interna a quella esterna. Succede invece che molti genitori non riescono a sopportare il pianto del figlio, mettendosi completamente a disposizione dei suoi bisogni e delle sue richieste anche a costo di estenuanti fatiche del tipo: - fare i turni per tenere in braccio il bambino - allattarlo ogni momento, anche il più scomodo - passare intere notti al capezzale del figlio per rassicurarlo qualora si svegli - lasciarlo dormire nel lettone tutte le notti perché da solo a paura Contenere non significa rispondere immediatamente ad ogni richiesta del figlio per non farlo soffrire. Significa aiutarlo a sentire e percepire i segnali dei bisogni; tranquillizzarlo circa l’intensità dei segnali in modo da non decodificarli come minacciosi; aiutarlo a differire la scarica pulsionale (la fame,per esempio), perché dovrà imparare che la realtà non potrà essere sempre ai suoi piedi. ( da scienze della formazione di ULISSE MARIANI, psicologo e psicoterapeuta )
Tino B.
Tino vi invita all’ascolto della pagina della famiglia, un punto di incontro su temi di attualità che coinvolgono direttamente o indirettamente la sfera familiare. Ogni lunedì alle ore 8,15. E-mail This e-mail address is being protected from spambots. You need JavaScript enabled to view it
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L’importante situazione disfunzionale cui numerosi bambini vengono sottoposti, riguarda il poco contenimento offerto dagli adulti e la mancanza di regole chiare ed efficaci. Negli ultimi decenni ai bambini si è concesso troppo in nome di una non meglio identificata educazione democratica.









