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Turista per caso a NY

Written by on November 11, 2010

Ground ZeroIeri siamo andati a Ground Zero e, caro Gabriele hai ragione, è un pugno nello stomaco tremendo, è vero che stanno lavorando, e la visione d’insieme è quella di un immenso cantiere ma visitare la S.Paul,

chiesetta dove ci sono gli omaggi ai caduti e i ricordi dei parenti è veramente straziante, foto, frasi, immagini e oggetti di quel giorno sono lasciati li a ricordo dell’evento, addirittura una divisa da pompiere appoggiata ad una panca come se fosse appena stata tolta al pompiere ferito, i brividi. E’ strano poi immaginare nello spazio vuoto lasciato dai 2 palazzi, scusate il giro di parole, i 2 palazzi abbattuti, dovevano essere immensi, perché quelli vicini lo sono ora, figurarsi le twin towers.

In realtà prima di Ground zero, abbiamo fatto un giro a prendere i biglietti per la statua della libertà, con giro completo e successiva visita ad Ellis Island, l’isolotto dove un tempo smistavano gli immigrati in arrivo, meglio controllare sempre chi entra nel paese se poi lo lasci un po’ ad aspettare lontano dalla città prima di farlo entrare, meglio, così Ellis Islandcapisci che elementi entrano nel tuo paese. Lasciato il molo, dove Fox ha perso la sua guida sulla città, 12.5 euro buttati, mai usata infatti, siamo passati per Wall Street, dove ci siamo fatti un hot dog e una bibita, io alla ciliegia, fox al caramello ottime, da very american. Wall street non è male, tutta incassata nei palazzi ma molto suggestiva, peccato mancasse la bandiera gigante sulle colonne della borsa. Da li siamo andati a vedere il ponte di Brooklyn bello, e purtroppo per la varie carte di credito, ci siamo fermati da Abercronbie! Sosta di un ora buona, e poi come detto Ground Zero. Da li in ordine: visita del municipio con foto delle mille trouppe televisive in collegamenti diretto con i vari notiziari, abbiamo chiesto ad una giornalista che aveva appena finito un collegamento se quel popò di mezzi fosse normale, e ci ha detto di no, ieri c’è stata la nomina del nuovo responsabile delle scuole, ma che tra tv locali e nazionali almeno 15 furgoni, bellissimi, per i collegamenti in diretta stanno ogni giorno in attesa fuori da palazzo..

StarbucksPoi sosta “ riposo” da Starbucks con cappuccino e torta, 6 dollari, sti americani ci passano la giornata in questi posti, si mettono li, lavorano studiano, e tu per trovare un posto fai una fatica boa, oi però ci prendi gusto e stai li, li guardi, ci parli, fai conoscenza con mille persone, e perdi un sacco di tempo.. Ieri in coda per il bagno, mi intrattengo con un musicista simpatico, parliamo un poco, cosa fai cosa non fai, alla fine mi dice di essere il chitarrista di Celine Dion, e di aver suonato con Miles Davis, era vecchio e Tito Puente, non so ancora se credergli, ma gli ho lasciato la mail, non si sa mai…

E a proposito di incontri fortuiti, ieri in metropolitana, in un momento di panico da sbaglio linea, verso e colore, ( con la metro siamo sfortunatissimi…) abbiamo incontrato una ragazza che alla fine ci ha invitato domani ad una cena di presentazione mostra di design di un sardo tale Giorgio Casu, mai sentito, ma domani scopriremo..

Tornando al tour della giornata, dal municipio siamo passati a chinatown, ci è parso di essere in un altro paese, very china, non sembra più New York, e non mi è piaciuta molto. Da li Little Italy, piccolo, ormai è schiacciato da Chinatown, ma carino, pieno diLittle Italy ristoranti e con mille bandiere italiane. Poi Soho, altri mille acquisti, e il village, e l’università. Praticamente siamo usciti alle 10 e rientrati in camera alle 21, stanchi morti, ci siamo fatti un altra maratona!

Breve riposo, e siamo usciti per cena, ci siamo detti dobbiamo provare il Kentucky Fried Chicken, il pollo fritto non può mancare al vero turista, certo, mai più, ma neanche quando a Narobi mi hanno offerto la salsiccia fatta nelle baracche di Kibera, o in Sudan tra Torit, ed il confine con il Kenya, in un posto lontano da tutto e tutti, ho avuto un senso di schifo così alto, ORRENDO. Giro a Time Square e a nanna, troppo stanchi. Il programma di oggi? Ve lo dico domani. Baci

 

 


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