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Saremo a Sanremo?

Written by on January 7, 2022

 

 

Saremo a Sanremo? Incredibile a dirsi ma, a meno di un mese dalla data fissata per il Festival di Sanremo, ancora non si hanno notizie certe sulla eventuale (e remota?) possibilità di far slittare la kermesse canora al mese di Marzo. “La macchina organizzativa è già avviata” dicono gli organizzatori, ma ci chiediamo come mai altre manifestazioni “minori” come il Carnevale di Rio possano addirittura essere cancellata, ma nulla dell’organizzazione del Festival possa essere flessibile. Dopo due anni di pandemia non è accettabile constatare che poco o nulla si è fatto per consentire a tutto l’indotto che gravita intorno al Festival di Sanremo di tornare a lavorare privilegio che rimarrà, ancora una volta, ad appannaggio di pochi.

“Poco importa”, diranno in molti che non comprendono come il Festival, piaccia o meno, sia ancora un’importante ingranaggio dell’industria musicale e non solo. Intorno al palco dell’Ariston lavorano tecnici, uffici stampa, trasporti, alberghi, negozi, ristoranti, parrucchieri e, ovviamente, giornalisti ed è grave che un’azienda di Stato come la RAI, non comprenda come lo svolgersi del Festival sia una questione ben più ampia degli uffici di viale Mazzini.

Sabato 8 gennaio, ne parleremo a Caffè Utopia, programma condotto dalla giornalista Laura Defendi, in diretta dalle 16 alle 17. Ospite della trasmissione sarà il presidente di Confcommercio Sanremo, Andrea Di Baldassarre che nei giorni scorsi ha diffuso un comunicato stampa ufficiale rivolto al direttore artistico del 72° Festival della Canzone Italiana, Amadeus, per chiedere ufficialmente lo spostamento della kermesse canora in programma dall’1 al 5 febbraio. Ecco il testo del comunicato:

Ci rivolgiamo ad Amadeus, alla Rai e all’Amministrazione comunale. Visti i dati dell’emergenza sanitaria chiediamo con forza che il Festival di Sanremo venga spostato più avanti. C’è già il precedente dello scorso anno, quando la kermesse è slittata di un mese. Crediamo che in questa situazione, confermare le date in programma, sia un azzardo. Il nostro è un grido di allarme assoluto. Il tessuto commerciale cittadino e di tutta la provincia non può permettersi di non lavorare per due edizioni consecutive del Festival. Lo scorso anno le restrizioni hanno costretto l’intera città a enormi sacrifici. Amadeus si era reso disponibile all’organizzazione di un evento estivo, insieme a Lucio Presta, per recuperare le perdite del Festival 2021, manifestazione che purtroppo non sono mai riusciti a finalizzare. Alla luce anche di questo, chiediamo al direttore artistico, che tanto ama Sanremo, di rimandare la kermesse a marzo. Dobbiamo farlo per il bene della città e di tutte le attività che in questi mesi hanno sofferto e non possono permettersi di rimanere chiuse, nuovamente, durante la settimana festivaliera”.

Prosegue Di Baldassarre“La situazione sanitaria in Liguria e nella Provincia di Imperia è sotto gli occhi di tutti. I dati sono allarmanti e ci sono tutti gli elementi per prevedere che i contagi saliranno ancora. Rischiamo di diventare ‘zona rossa’ in concomitanza con il Festival e non possiamo permettercelo. Spostare l’evento di un mese ci darebbe più garanzie, anche sulla base dell’aumento dei vaccinati e del cambio di regole inerenti alla quarantena e al green pass. Fattori che, prevedibilmente, avranno effetti positivi sull’andamento della pandemia. Dal punto di vista turistico e commerciale i benefici sarebbero immensi, ma sarebbero molteplici anche i vantaggi in termini economici e di immagine per gli sponsor e la Rai stessa. Inoltre, un’altra edizione senza pubblico in platea equivarrebbe a enormi perdite, un introito che, se garantito, potrebbe coprire i costi di spostamento della kermesse e di utilizzo del Teatro Ariston.”

Conclude il presidente di Confcommercio Sanremo, Andrea Di Baldassarre“A inizio dicembre scorso ci siamo confrontati con l’Amministrazione comunale per chiedere già all’epoca uno slittamento. Ci era stato risposto che la questione era in mano alla Rai e che nulla avrebbe potuto fare il Comune. Chiediamo, però, al sindaco Alberto Biancheri e all’Amministrazione comunale di farsi tramite del nostro grido di allarme”.


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