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Talk Talk

Written by on October 2, 2022

Talk Talk
Mark Hollis è sempre stato la guida della band, cantante, autore e fondatore. Muove i primi passi nella sua Tottenham, a Londra, spalleggiato dal fratello Ed, più grande di lui e inserito nella realtà musicale del periodo. Con il nome di “The Reaction” i due, siamo nel 1979, riescono anche a infilare un loro brano in una compilation dell’allora astro nascente Beggars Banquet.

Hollis però ha altre ambizioni, e comincia a creare quello che poi sarà il progetto Talk Talk. Il lavoro viene premiato allorché la Island gli offre la possibilità di incidere alcuni demo, e quando il fratello Ed recluta Paul Webb al basso e Lee Harris alla batteria la squadra è fatta. A credere realmente in loro, però, è la EMI, che gli fa firmare un vero contratto e dà loro la possibilità di incidere un album, addirittura sotto la produzione di Colin Thurston, che aveva appena fatto bingo con il debutto dei Duran Duran. I Talk Talk si sono resi protagonisti di una delle più imprevedibili e meravigliose metamorfosi musicali che la storia del pop e del rock abbia conosciuto. Noti con singoli quali It’s My Life e Such a Shame, i Talk Talk sono passati dal suono synt pop degli esordi a composizioni più complesse che anticipano di qualche anno il post-rock. Proprio per tali ragioni, l’insolito percorso della band è stato definito “una delle carriere più schizofreniche della storia del rock”.

Pochi artisti, o band, sono passati in maniera così radicale da una completa aderenza alle mode musicali, nella prima parte della carriera, a una completa autonomia da queste, cosa avvenuta gradualmente nella seconda fase della loro vita artistica.

Successivamente alla scissione tra il quartetto e l’etichetta che aveva portato i Talk Talk al successo, il complesso firmò un contratto con la Polydor. Nello stesso periodo, tuttavia, Webb abbandonò la formazione lasciando registrare a Hollis, Harris e Friese-Greene il quinto disco di inediti insieme ad altri strumentisti.

Pubblicato nel 1991 con il titolo Laughing Stock, il loro quinto album, che segnò il definitivo passaggio della band al genere post-rock del quale si è rivelato essere un precursore, non riscosse il successo dei precedenti dischi.

Il complesso si sciolse nel 1992 ,permettendo ai componenti di intraprendere carriere alternative.

 

 


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