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BRETELLA ANAS SS 341 E RISCHIO IDROGEOLOGICO

Written by on May 5, 2022

Sabato 09 aprile, ore 12, andrà in onda la nuova puntata di Wasabi Street condotta da Emanuele Brunini.
Da diverso tempo si parla di una nuova opera pubblica, la “bretella di Gallarate”, che collegherà la superstrada 336 della Malpensa, lo svincolo tra l’autostrada A8 e la Pedemontana Lombarda.
Tale opera si inserisce in un’area gia’ problematica, con serie di criticità idrologiche, la cui utilità è assolutamente opinabile.
Gli ambientalisti di Busto Arsizio, Cassano e Gallarate hanno inviato al ministero per la Transizione ecologica le osservazioni per la “Bretella di Gallarate”, in fase di Via (Valutazione d’impatto ambientale). L’obiettivo è fermare l’opera pubblica, già finanziata, che collegherà la superstrada 336 della Malpensa e lo svincolo tra l’autostrada A8 e la Pedemontana Lombarda. 

Le osservazioni portano la firma di Legambiente (Busto, Cassano e Gallarate), del Comitato per la Difesa dei Cittadini dalle Inondazioni, del Comitato Rione Sud e del Circolo Acli di Cassano Magnago. Una copia sono state recentemente inoltrate anche ai protocolli dei Comuni di Cassano Magnago, Gallarate e Busto Arsizio, per portarle a conoscenza delle relative Amministrazioni e consiglieri comunali. «In tali osservazioni – spiegano i firmatari – si evidenziano delle criticità a livello idrogeologico di un’opera che interferisce negativamente con l’area di contenimento delle piene dei torrenti Rile e Tenore che, non avendo un recapito finale, qui raccolgono le loro acque. A prescindere dall’effettiva utilità di tale opera, nella quale nutriamo parecchi dubbi, in queste osservazioni si segnala che da un documento dell’ANAS da noi recuperato e consultabile sul sito del Ministero, è stato appurato che l’altezza degli argini dell’area di contenimento non è quella nominale prevista al momento della loro realizzazione. Nel progetto originale, la pioggia in grado di causare la tracimazione degli argini è quella che statisticamente si manifesta ogni 100 anni. In realtà la capacità dell’invaso è di 600.000 m3 in meno rispetto a quella progettuale, con la conseguenza che eventi meteorologici che possono capitare anche ogni vent’anni causerebbero la tracimazione degli argini e l’allagamento delle zone urbanizzate circostanti».

Risulta dunque importante capire le caratteristiche idrogeologiche della zona e della stessa opera.
Ne parliamo con l’Ing. MARIO BERRA, esperto di materiali e dighe, portavoce del Comitato per la Difesa dei Cittadini dalle Inondazioni di Cassano Magnago.
SABATO 07 MAGGIO, ORE 12. 

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